Cessione crediti edilizi: imprese e professionisti al palo

IVA, tasse, forniture e manodopera da pagare in uno strano contesto ricco di lavoro e povero di liquidità. Volge al termine l’estate più torrida degli ultimi anni, in cui professionisti e imprese restano ferme al palo, in attesa di risposte che la politica non vuole o non può dare.

Cessione dei crediti: in Gazzetta la conversione del Decreto Semplificazioni fiscali

Non si sa ancora bene cosa e se qualcosa cambierà nelle prossime settimane. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 122/2022 di conversione del Decreto Legge n 73/2022 (Decreto Semplificazioni fiscali) rappresenta la nona modifica del 2022 al meccanismo della cessione dei crediti edilizi che porta a 19 il totale dei correttivi che a vario titolo riguardano gli articoli da 119 a 122-bis del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio). Modifiche che (sulla carta) avevano l’intento di evitare le frodi perpetuate attraverso il meccanismo di cessione (e i bonus senza controllo!) ma che alla fine hanno avuto l’unico risultato di bloccare la circolazione dei crediti edilizi lasciando imprese e professionisti in balia di una tempesta perfetta.

Con la conversione del Decreto Semplificazioni fiscali è stato corretto un “errore” commesso in sede di conversione in legge del Decreto Legge n. 50/2022 (Decreto Aiuti) che ha modificato il meccanismo di cessione dei crediti lasciando l’assurda previsione contenuta nell’art. 57, comma 3 che lasciava fuori tutti i crediti comunicati all’Agenzia delle Entrate prima dell’1 maggio 2022.

Con l’art. 40-quater recante “Modifiche alla disciplina dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale e della cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura” è stato abrogato proprio l’art. 57, comma 3 del Decreto Aiuti. In questo modo è stato dato un colpo di spugna a tutti i regimi transitori generati a seguito della continua pubblicazione di provvedimenti emergenziali.

La cessione dei crediti e la responsabilità solidale

Una modifica che toglie incertezze ma non elimina un problema generato dai continui cambi normativi e acuito a seguito della Circolare n. 23/E pubblicata il 23 giugno 2022 dall’Agenzia delle Entrate che è entrata prepotentemente a gamba tesa sui concetti di responsabilità solidale e concorso nella violazione. Un problema rilevato dalla stessa Associazione Bancaria Italiana (ABI) in una nota inviata dal Vice-Direttore Generale, Gianfranco Torriero, all’ing. Simone Puggelli, funzionario presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Problemi a conoscenza di tutti ma che nessuno è riuscito (o ha voluto) a risolvere in tempo a causa della pausa estiva e del periodo di campagna elettorale che sta precedendo le elezioni di fine settembre. E mentre prima il dottore studiava (o fingeva di farlo) adesso, con un paziente sempre più in fin di vita, sembra che la speranza di trovare soluzioni definitive si siano completamente annullate nell’attesa che il Parlamento si riformi e nasca un nuovo Governo.

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