Con la fine dell’anno scolastico e accademico, molti studenti si affacciano al mondo del lavoro con l’obiettivo di guadagnare qualcosa e, al contempo, fare esperienza.
Anche per l’estate 2025, le professioni più richieste sono quelle legate al settore turistico e della ristorazione: si cercano camerieri, animatori, bagnini, baristi, cassieri e altro personale stagionale in villaggi turistici, alberghi e ristoranti.
Quali contratti sono ammessi?
Gli studenti che intendono lavorare durante l’estate possono essere assunti principalmente con due forme contrattuali:
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Contratto a tempo determinato stagionale: è il più usato per i lavori estivi nel turismo e nella ristorazione. Garantisce copertura assicurativa e previdenziale, paga secondo il CCNL applicato e diritto alla maturazione di ferie e TFR.
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Apprendistato di primo livello (art. 43, D.Lgs. 81/2015): può essere utilizzato anche per lavori stagionali, con il consenso della scuola e dell’azienda. Unisce attività lavorativa e formazione e permette allo studente di ottenere crediti formativi e competenze spendibili nel mondo del lavoro. È rivolto a studenti dai 15 ai 25 anni e richiede un progetto formativo personalizzato.
Quali vincoli per i minorenni?
Per gli studenti minorenni valgono regole specifiche:
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È vietato il lavoro prima dei 16 anni se non assolto l’obbligo scolastico;
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Orario massimo di lavoro: 7 ore al giorno, 35 a settimana (ragazzi tra i 15 e i 16 anni);
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Vietato il lavoro notturno e pericoloso;
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Necessario il certificato medico di idoneità al lavoro.
Il lavoro estivo conta per la pensione?
Sì. Se il contratto è regolare e prevede la contribuzione all’INPS, i contributi versati valgono a tutti gli effetti per il calcolo della pensione futura. Anche pochi mesi possono fare la differenza, soprattutto in una logica contributiva come quella attuale.
